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Frontalieri ed expat in Svizzera: il vuoto di 3 anni che può costare caro

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Frontalieri ed expat in Svizzera: il vuoto di 3 anni che può costare caro

Parliamo di previdenza

Quando si parla di previdenza in Svizzera, molti pensano subito alla pensione. Ma c’è un aspetto meno conosciuto, e molto più urgente, che riguarda in particolare i frontalieri e i nuovi arrivati nel Paese: il diritto alla rendita AI (Assicurazione Invalidità).
 

 

La regola dei 3 anni di contribuzione

Per accedere alle prestazioni dell’AI in caso di invalidità, la legge svizzera richiede almeno 3 anni di contribuzione completi.
Tradotto: nei primi tre anni di residenza o di lavoro in Svizzera, se ci si ammala gravemente e non si può più lavorare, non si ha diritto a una rendita AI.

Un dettaglio che la maggior parte delle persone ignora, ma che può avere conseguenze pesantissime.

 

Ma tanto c’è l’assicurazione infortuni, giusto?

Sì e no. È vero che la LAINF (assicurazione obbligatoria contro gli infortuni) copre bene gli eventi dovuti ad incidenti.
Il problema è che l’invalidità non arriva quasi mai da un infortunio.

📊 Secondo i dati ufficiali, circa il 94% dei casi di invalidità in Svizzera è causato da malattia.
E proprio in questo ambito si apre il vuoto: nei primi tre anni dall’arrivo in Svizzera, chi si ammala gravemente avrà solo diritto alla rendita della LPP fino alla pensione, e questa rendita da sola non basta.

 

Un rischio concreto per frontalieri e nuovi residenti (expat)

Immaginiamo il caso di un giovane professionista che si trasferisce in Svizzera per lavoro, oppure di un frontaliere che trova la sua prima occupazione oltreconfine.
Se nei primi tre anni sopraggiunge una malattia invalidante, il primo pilastro non interviene.

Questo significa nessuna rendita AI e quindi nessuna sicurezza economica.
Un rischio che pochi conoscono, ma che può cambiare radicalmente la vita di una persona e della sua famiglia.

 

Come proteggersi

La buona notizia è che esistono soluzioni concrete:

Per i lavoratori: avviare fin da subito un terzo pilastro, che includa una rendita d'invalidità e così garantisca sia protezione in caso di invalidità, sia risparmio per la pensione.

Per le aziende: sarebbe importante informare i collaboratori riguardo il proprio piano previdenziale, in modo che quest'ultimo possa prendere decisioni consapevoli .

 

Conclusione

La previdenza non riguarda solo la vecchiaia: significa anche protezione oggi, contro i rischi imprevisti.
Per frontalieri ed expat, conoscere questa lacuna e colmarla subito può fare la differenza tra la sicurezza e un vuoto totale di protezione.

Autore: Luis Degange – Consulente Previdenziale
Iscritto all’autorità di vigilanza FINMA N° F01039951
https://luisdegange.ch
 

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